La collezione dei francobolli di Fiume

29/10/2015 Oliviero Emoroso Emissioni

Le prime navi italiane entrarono nel porto della città il 4.11.1918, giorno dell’armistizio, ma solo il 17 iniziò l’occupazione terrestre delle truppe italiane, affiancate da un piccolo contingente americano. Il Corpo di Occupazione Interalleato di Fiume fu successivamente integrato da militari inglesi e francesi.

Il C.O.I.F. era un organismo militare ed in quanto tale si limitò a garantire il controllo, la sicurezza e l’ordine pubblico in città: non casuale la forte presenza di carabinieri. Esso non poteva, invece, occuparsi della gestione economico amministrativa, che venne, infatti, trasferita al Consiglio Nazionale Italiano.

Durante l’occupazione interalleata il Consiglio Nazionale Italiano venne autorizzato ad emettere francobolli propri, purchè privi di riferimenti politici. Il 2 dicembre1918 nacque la prima emissione, c.d. “provvisoria”, munendo i francobolli ungheresi reperibili in città di una semplice sovrastampa “Fiume”, apposta a macchina oppure a mano, quest’ultima di sei tipi diversi. (immagini 1, 2)

Con essa la città annunciava al mondo l’esistenza di una nuova entità territoriale, libera dai vincoli dell’Impero austro ungarico sconfitto. Il successo dell’emissione fu enorme, tanto che la stessa venne esaurita in poco più di un mese. Tutti, anche i non collezionisti, sulla spinta della passione irredentistica volevano, infatti, possedere qualche francobollo di Fiume.

Il rapido esaurimento delle scorte determinò la pressante richiesta allo stampatore, la tipografia triestina Zanardini & C., di iniziare la fornitura della serie definitiva, c.d. “allegorie e vedute”, la cui vendita agli sportelli iniziò per alcuni valori già alla fine di gennaio del 1919. (immagini 3, 4, 5, 6)

Si noterà che il valore di questi francobolli è espresso in corone e centesimi di corona. Ebbene, solo il 30 aprile la riforma monetaria voluta dal Consiglio Nazionale prevederà la sovrastampa delle banconote ungheresi e la loro trasformazione in “corone fiumare”, suddivise in centesimi anziché in filler. La fretta di poter disporre di nuovi valori postali, dunque, determinò l’anticipazione della riforma valutaria a livello filatelico, con l’emissione di francobolli in moneta, la corona fiumana, che sarebbe stata messa ufficialmente in circolazione oltre tre mesi dopo.

Ancora più singolare il caso della successiva emissione, la raffinata serie c.d. del “Plebiscito”, denominata anche “Pro Fondazione Studio”, disegnata dal pittore triestino Guido Marusig.

Siamo qui in presenza dell’unico caso conosciuto di francobolli riportanti il valore in due diverse valute:  valore facciale in corone fiumane e sovrapprezzo in lire italiane. (immagini 7, 8, 9)

Tra maggio e giugno vennero ri-emessi i francobolli “allegorie e vedute” con la nuova dicitura “Posta Fiume” (immagine 10) e giunsero agli sportelli postali i c.d. francobolli “aquila”, quest’ultima, però, non nella versione bicipite, secondo la simbologia austroungarica, bensì “romana”, ad una sola testa. (immagine 11)

Il 12.9.1919 ebbe termine l’occupazione interalleata e compimento l’impresa dei Legionari.

Con la ribellione di Gabriele D’Annunzio prendeva corpo il blocco militare dell’esercito italiano attorno alla città ed iniziava un periodo di esaltazione spirituale, durante il quale personaggi illustri frequentarono e nutrirono culturalmente la città, ma anche di miseria materiale delle condizioni di vita. La vendita dei francobolli divenne una delle principali fonti di sostentamento per lo Stato, un‘entrata indispensabile per poter pagare gli stipendi degli impiegati pubblici.

Nel periodo, venne emesso il francobollo dedicato ad Antonio Grossic, il più illustre dei fiumani, già Presidente del Consiglio Nazionale, ma soprattutto inventore della tintura di iodio, sostanza che permise di prevenire le infezioni dei feriti in guerra, salvando un’enorme quantità di vite umane.(immagine 12)

Altri francobolli vennero ottenuti soprastampando “Franco” e nuovo valore le rimanenze delle emissioni “allegorie e vedute”(immagine 13) ed eliminando il sovrapprezzo delle cospicue rimanenze invendute della serie “Pro Fondazione Studio”, tramite la sovrastampa “Valore globale” e nuovo valore. (immagine 14)

Nel maggio 1920, la corona fiumana venne “revisionata”, di pari passo con l’attribuzione all’Istituto di Credito del Consiglio Nazionale delle funzioni di banca di Stato. Pur rimanendo la corona valuta ufficiale, venne anche disposto di “ragguagliare” le tariffe corrisposte in corone fiumane alle lire italiane. Per le tasche dei cittadini si trattò di un vero salasso, come dimostrano le elevate affrancature del periodo.

Il passaggio alla lira italiana non era ancora possibile, dato che nelle esauste casse statali non vi era la necessaria disponibilità di valuta per effettuare il cambio delle corone circolanti. Tuttavia, le nuove emissioni di francobolli portano il valore in lire italiane.(immagine 15)

E’ il caso dell’emissione raffigurante l'effigie di D’Annunzio e dei francobolli allegorici tipo “Legionari”, messi in vendita per affrancare la posta militare. L’evoluzione delle vicende monetarie veniva ancora una volta anticipata a livello postale. (immagine 16)

L’otto settembre,  il Comandante, deciso a non venire a patti con il Governo italiano, nonostante le aperture dello stesso, il diverso parere di molti suoi sostenitori e l’esito di un referendum consultivo, decise la costituzione della Reggenza italiana del Carnaro.

La posta militare dannunziana, nella città circondata dal blocco militare, serviva a fare cassa. Così il 12 settembre, nella ricorrenza dell’inizio dell’impresa dannunziana ed in coincidenza con l’inaugurazione del vessillo della Reggenza, forti rimanenze dei francobolli “Legionari” vennero munite di sovrastampa. (immagini 17, 18, 19)

Dopo il “Natale di sangue” e la riconquista della città da parte dell’Esercito italiano, a Fiume si costituì il Governo Provvisorio, presieduto dall’anziano dr. Antonio Grossich. Esso aveva il compito di traghettare la città alle elezione della Costituente Fiumana. L’esito delle votazioni, svoltesi il 24.4.1921 in una città ormai stanca di contrapposizioni e speranze deluse, dette la maggioranza agli autonomisti di riccardo Zanella.

L’insediamento di Zanella, assai criticato per la sua distanza dalla causa italiana, poté avvenire, tuttavia, in una città militarizzata, solo parecchi mesi più tardi, concludendosi ben presto con un vero e proprio assalto al Palazzo del Governatore da parte di milizie fasciste, sostenute da numerosi carabinieri in servizio di ordine pubblico.

La Costituente di minoranza, depurata degli elementi zanelliani, si riunì nuovamente nel 1922 sotto la Presidenza di Attilio Depoli.

Le diverse emissioni filateliche del periodo ed in particolare le relative sovrastampe, scandiscono gli avvenimenti sopra ricordati: “effigie di D’Annunzio sovrastampata Governo Provvisorio” e nuove sovrastampe di “Segnatasse”; “Costituente 4.4.1921”;  “Costituente 1922”. (Immagini 20, 21, 22, 23)

Nel settembre 1923 il Governo Mussolini nominò governatore di Fiume il generale Giardino, il cui compito era quello di avviare la città all’unificazione con l’Italia. L’accordo per l’annessione venne raggiunto nel gennaio 1924 con il Patto di Roma. Poi, fu un succedersi rapido: il 2 marzo ebbe corso ufficiale la lira italiana; il 4 furono posti in vendita i francobolli italiani; il 16 marzo si svolsero le cerimonie ufficiali per l’annessione ed il 31.3.1924 cessò ufficialmente la validità dei francobolli di Fiume.

Nel periodo di riferimento tre serie vennero vendute agli sportelli postali: "S: Vito e soggetti vari"  e la medesima serie soprastampata in due differenti versioni, in previsione dell’annessione. (Immagini 24, 25, 26)

Concludendo, dobbiamo dire che la collezione dei francobolli di Fiume è tra le più belle: i disegni furono opera, infatti, di importanti artisti dell’epoca: Riccardo Pitteri, Guido Marusig, Adolfo De Carolis; esistono numerose ragioni di interesse per alcune emissioni, a partire dalla moneta in cui è espresso il relativo valore; in nessun altro territorio dotato di autonomia postale, infine, si verificò un così profondo intreccio tra storia e filatelia.

Eppure, molti collezionisti si accostano con diffidenza  a questi  francobolli, considerati terreno troppo pericoloso. Il successo enorme di alcune emissioni indusse, infatti, speculatori e falsari a rendersi attivi già all’epoca, imitando le soprastampe e realizzando falsi francobolli.

E’ giunto il momento, tuttavia, di sgomberare il campo da ingiustificati timori e pregiudizi: molti dei falsi, per fortuna, sono realizzati rozzamente; altri sono ormai ben classificati ed individuabili. 

Nel mio libro "Fiume 1918 – 1924 I servizi postali e la filatelia tra vicende storiche e vita di tutti i giorni" si trova un'ampia rassegna, con chiare immagini, delle principali falsificazioni, sulla base della quale sarà possibile scremare gran parte del materiale che si trova in commercio, spesso, a prezzi troppo modesti per essere credibile. Per i pezzi più importanti, sarà comunque necessario munirsi di perizia.

I francobolli di Fiume possono essere dunque collezionati prestando un po' di attenzione e  con le medesime cautele di tutti gli altri  settori filatelici.