La dominazione ungherese e la legge postale del 1837 - PREFILATELIA DI FIUME - parte V

23/04/2020 Oliviero Emoroso Emissioni

Al momento della riaggregazione di Fiume al Regno d’Ungheria (15.10.1822) dalla città si dipartivano cinque strade postali importanti: quella perTrieste, da cui si sviluppava poi l’itinerario per ‘Italia a; quella che a Lipa deviava per Lubiana proseguendo l’itinerario per Vienna e per il nord (v. immagine V42); quella che raggiunta Segna deviava su Karlstadt e Zagabia (Agram), consentendo da qui di seguire l’itinerario per l’Ungheria; la Fiume – Zara, Spalato e Ragusa, che si sviluppava per una notevole lunghezza con numerose deviazioni laterali ed infine la Fiume Pola, che serviva prevalentemente traffici locali.

Si trattava di una rete piuttosto importante, legata alla posizione geograficamente strategica della città, ma che non serviva ad accrescere il peso della città, in quanto, in parte queste strade si trovavano nell’area di amministrazione austriaca, anzi al di là della barriera doganale tra Austria ed Ungheria, in parte in quanto le decisioni erano di competenza della Direzione postale croata di Varasdino.

I timbri lineari FIUME, a partire dal 1830 circa, si fecero un po’ più piccoli: approssimativamente mm 20 X 5.

Ne esistono di almeno due tipi, con terminali tra loro leggermente diversificati: uno con terminali accentuati ed M la cui punta centrale sfiora la base (v. immagine V43); l’altro con terminali meno accentuati  e punta inferiore della M più corta(v. immagine V44). Nel 1837 venne introdotto un tipo ancora diverso di mm. 19 X p 4,5 mm.,  in rosso o in nero, in cui la punta della M è ancor più distante dalla base, la grafica è più pulita ed i terminali ben accentuati (v. immagine V45).

Verso il 1833/’34 apparvero a Fiume due nuovi timbri: un ovale con ornato e la dicitura FIUME ed un ovale netto con dicitura V. FIUME (v. immagine V46 e V47). Vennero usati contemporaneamente al lineare senza data, ma solo per un breve periodo.

In effetti l’andamento della posta continuò senza grandi novità (v. immagine V48) sino alla Riforma postale del 1837. La nuova Legge postale ed i Regolamenti del 1838 e ’39 posero a capo di tutta la burocrazia postale il Ministero del Commercio e tracciarono una struttura organizzativa piramidale, con al vertice l’I.R. Camera Aulica generale, sotto la I.R. Amministrazione delle Poste e quindi le varie Direzioni Provinciali. Con essa la Posta Lettere divenne in via definitiva di esclusiva competenza dello Stato e si organizzò organicamente e dettagliatamente in tutto l’Impero.

Le lettere in porto assegnato potevano essere imbucate nelle cassette delle lettere, ove esistenti; il timbro, di solito su due righe, doveva includere non soltanto il toponimo del luogo di provenienza, ma anche la data, limitatamente a giorno e mese. Esso serviva per bollare anche la corrispondenza in arrivo.  Non era previsto il colore del tampone, che comunque, nelle zone in esame, era normalmente nero (v. immagine V49).

Le lettere dirette all’estero, quelle dirette ad uffici che godevano della franchigia ed i giornali o campioni spediti sotto fascia, dovevano essere obbligatoriamente in porto franco. Il mittente poteva scegliere, invece, di spedire lettere franche o in porto assegnato per l’interno. Venne, inoltre, introdotto il timbro “FRANCO” da applicarsi al recto assieme alla croce di S. Andrea (v. immagine V50). Per praticità, ben presto, la parola “franco” venne inglobata nel timbro principale.

Anche se a volte vengono annoverati tra i timbri postali di Fiume, i timbri “Stati Ereditari Austriaci” e “Regno Lombardo Veneto” sono timbri pontifici apposti al confine dall’Ufficio di Ferrara (v. immagine V51).

Era anche stabilita una dettagliata procedura per le lettere raccomandate: l’impiegato doveva rilasciare ricevuta di impostazione alla partenza, mentre il mittente doveva compilare l’eventuale ricevuta di ritorno; all’arrivo l’impiegato doveva far firmare al destinatario apposita ricevuta con ora e data, consegnandola al portalettere con l’eventuale ricevuta di ritorno. Le corrispondenze erano contraddistinte con un timbro accessorio “RACCOMANDATO” impresso al recto.

Ogni missiva in franchigia deveva essere munita di sovracoperta per l’indirizzo e di sigillo (v. immagini V52 e V53). Nelle Direzioni postali di Trieste, Lubiana e Fiume, inoltre, dopo la Riforma postale, il colore verde del tampone venne normalmente sostituito con il nero, benché non manchi neppure il rosso.

L’introduzione delle nuove disposizioni non fu, ovviamente, immediato. A Fiume i timbri  lineari lasciarono il posto a quelli su due righe, di mm. 21 X 10, muniti di datario (giorno e mese) nel 1841 (v. immagine V54).

Dal 1845, poi, fecero la loro comparsa timbri dello stesso tipo ma di dimensioni leggermente maggiori, mm. 21 X 11, in cui si nota immediatamente la maggiore altezza della scritta FIUME (v. immagini 55 e 56).

Il quadro della riforma postale va completato con le tariffe, rese note al pubblico con manifesti – circolari.

Le nuove tariffe si basarono su due elementi principali: il peso, in lotti di Vienna (gr. 17,5) e le distanze, in miglia (mt. 7420). Fino al 1857 vennero espresse in corone, divise in 64 carantani o Kreutzer ciascuna; dal 1° novembre successivo in fiorini, divisi in 100 carantani o Kreutzer o soldi.

L’aumento costante degli utenti ed il miglioramento delle vie di comunicazione determinarono, la progressiva riduzione dei costi e conseguentemente dei corrispettivi. Nel periodo postnapoleonico e fino all’introduzione dei francobolli, essi possono essere così sintetizzati per il primo porto (mezzo lotto) ed al corso ordinario per l’interno (v. immagine V57):
- fino a dieci miglia   6 kr. nel 1837, 3kr. a partire dal 1848;
- oltre le 10 miglia    12 kr nel 1848;
- oltre le 20 miglia    12 Kr. nel 1848;
- oltre le 30 miglia    12 kr. nel 1849;
- da 10 a 20 miglia    6 kr. nel 1848;
- da 10 a 30 miglia    6 kr nel 1848.

Il 1848 fu l’anno delle rivoluzioni  che scossero i vecchi regimi in buona parte d’Europa. A Fiume la conseguenza fu l’inizio dell’occupazione croata, che pose termine al dominio ungherese. Essa si sviluppò in chiave controrivoluzionaria e filo austriaca, a sostegno del potere asburgico. Nel frattempo la Lombardia era attraversata  dalla prima guerra d’Indipendenza, con le immaginabili conseguenze sui traffici postali (v. immagine V58).

L’occupazione croata si protrasse per oltre un ventennio dal 30.8.1848 al 28.7.1870 (v. immagine V59): la prefilatelia stava per concludersi e prendeva rapidamente piede l’uso dei nuovi effetti postali.

 


 

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(immagine V42). 18.6.1830 Lettera in porto assegnato tassata per tre carantani in sanguigna, da Gratz a Fiume con timbro di provenienza con datario completo (giorno mese ed anno).

(immagine V43). 1831 Sovracoperta in franchigia, con tutte le indicazioni di rito, da Fiume a Venezia, del peso di mezzo lotto, con timbro lineare rosso di piccolo formato e terminali accentuati. Dietro grande timbro a secco del Regio Governo e bollo datario di arrivo del 13 ottobre.

(immagine V44). 11.2.1834 Sovracoperta in franchigia, con tutte le indicazioni di rito, da Fiume a Venezia, del peso di 2lotti e ½, con timbro lineare nero.  I terminali sono meno accentuati e la punta della M è ben discosta dalla base. Dietro grande timbro a secco del Regio Governo.

(immagine V45). 6.9.1838 Lettera in porto assegnato da Fiume a Nuova Gradiska con segni di tassazione a penna e timbro lineare nero.

(immagine V46). 16.5.1827 Lettera franca da Trieste per Bologna con timbro rosso in ovale V. TRIEST, del tipo che farà la propria comparsa anche a Fiume nel 1836/37. E’ franca sino al confine (croce di S. Andrea in sanguigna) e tariffa di 3 carantani, sempre in sanguigna al retro. Ulteriore tariffa pontificia di 22 soldi fino a destino e timbro nero in stampatello inclinato STATI EREDITARI AUSTRIACI, posto a Ferrara. Al retro timbro di arrivo.

(immagine V47). 21.9.1836 Frammento di notificazione in franchigia da Trieste per Pola con timbro nero in ovale V. TRIEST, del tipo che farà la propria comparsa anche a Fiume nel 1836/37.

(immagine V48). 9.1.1834 Lettera in porto assegnato da Klagenfurt a Milano con timbro lineare di provenienza  e segno di tassazione di 3 carantani a penna. Bollo con datario di arrivo al retro.

(immagine V49). 17.5.1841 Lettera in porto assegnato da Fiume, con timbro datario lineare su due righe, in nero. Dietro bollo tondo di arrivo a Trieste.

(immagine V50). 25.2.1840 Lettera franca da Trieste a Napoli con timbro tondo di provenienza in rosso,  comprendente anche la parola “Franco”, croce di S. Andrea e distinto bollo rosso “Franco” in stampatello corsivo. Quest’ultimo timbro non è conosciuto su lettere provenienti da Fiume. Tassa a penna sul retro sino al confine ed ulteriore segno di tassazione a penna al recto dal confine a destino. Dietro bollo datario di arrivo a Napoli.

(immagine V51). 07.1846 Lettera da Trieste ad Ancona con timbro rosso  in stampatello corsivo“VENEZIA franco” in un ovale e timbro, anch’esso in rosso “REGNO LOMBARDO VENETO” apposto a Ferrara. Indirizzo sbarrato, per lettera franca e tariffa di 6 carantani, a penna, al verso; ulteriore tassa al recto, anch’essa a penna, per il porto pontificio.

(immagini V52 e V53). Sovracoperte in franchigia da Fiume a Venezia rispettivamente in data 20.7.1843 e 11.11. 1844, quest’ultima del peso di 1 lotto, complete degli elementi di rito a cura del mittente. Timbro datario in stampatello diritto su due righe, rispettivamente in rosso ed in nero.

(immagine V54). 1.7.1841 Lettera in franchigia con numero, intestazione e indicazione “D’uff.” da Fiume a Brescia con timbro in stampatello diritto con data, su due righe, di colore nero.

(immagine V55). 11.2.1846 Lettera in porto assegnato  fa Fiume a Libourne, Francia, con tariffe segnate a penna di 17 carantani sino al confine ed ulteriori 28 cent., al retro, sino a destinazione. Piccoli annulli francesi a doppio cerchio rosso, verde e nero, in transito e arrivo.

(immagine V56). 28.4.1847 Sovracoperta in franchigia da Fiume a Venezia, con abituali indicazioni del mittente e indicazione del peso di 4 lotti. Dietro grande sigillo a secco del Governo di Fiume.

(immagine V57). 1.7.1847 Lettera in porto assegnato da Laibach a Venezia in tariffa 12 carantani (tariffe oltre le 10 miglia), con timbro nero di provenienza. La “D” in rosso è il controllo di Lubiana. Dietro timbro di arrivo con datario.

(immagine V58). 30.3.1848 Lettera in franchigiada Gratz a Lonato (Brescia). Non potendo essere recapitata a causa delle vicende belliche della I^ guerra d’Indipendenza, fu rispedita all’ufficio mittente e reinoltrata il 21 agosto a Lonato, dopo la sfortunata conclusione del primo conflitto Risorgimentale. Al retro timbro datario di arrivo a Gratz (30 giugno), sbarrato a penna.

(immagine V59). 22.12.1849 Lettera in porto assegnato da Fiume per Vienna in tariffa 12 Carantani. Anche al retro segno di tassazione a penna e timbro nero di arrivo in cartella.