Come riconoscere i falsi francobolli con tassello “Posta Fiume”

02/11/2020 EMOROSO OLIVIERO Falsi

 

L’emissione definitiva, detta anche “autonoma” o “allegorie e vedute”, apparsa agli sportelli della Posta di Fiume a fine gennaio 1919, era stata assai criticata dai croati.

Essi non avevano gradito il carattere fortemente politicizzato dei disegni, che ricordavano il desiderio di unificazione all’Italia della maggioranza della popolazione cittadina. Tale critica, tuttavia, era celata dalla giustificazione formale che il tassello alla base dei francobolli riportava una semplice scritta “FIUME”, priva di ogni riferimento postale.

Per tale motivo boicottavano le corrispondenze spedite nei territori croati tassandole o rispedendole al mittente.

Ai primi di giugno del 1919, dopo svariati mesi di intenso uso dei francobolli incriminati, pervennero alla vendita i nuovi francobolli con il tassello corretto in “POSTA FIUME”.

Si trattava di 13 valori complessivamente, riportanti le medesime vignette già realizzate dal pittore triestino Riccardo Pitteri e stampate dalla ditta Zanardini di Trieste. Inalterati i colori ed il valore, cambiava soltanto la scritta nel tassello in basso.

Anche questa emissione ebbe vita travagliata. Un cospicuo furto di carte valori, avvenuto presso la tipografia triestina, determinò dapprima la sospensione e successivamente l’annullamento delle vendite di alcuni valori: il 25 cent., il 1, 2, 3 e 5 corone.

Le rimanenze del 25 cent. vennero poi riutilizzate con sovrastampa “Franco 5” per una successiva emissione. I valori in corone vennero, invece, ritirati ed alcuni esemplari immessi, molto tempo dopo, “alla chetichella”, nel mercato collezionistico.

Di tutti questi valori vennero realizzati dei falsi riconoscibili senza troppe difficoltà.

Sono, infatti, stampati su carte bianche, senza colla e più grossolane e ruvide, comunque prive della granulosità visibile in trasparenza negli originali. I colori, spesso, sono diversi. Se hanno la colla, raramente, essa è meno bianca e meno sottile e tende a scurire. Se usati, i francobolli sono muniti di annulli falsi, generalmente grigiastri e poco nitidi.

Le piccole differenze del disegno sono identiche a quelle dei falsi della serie autonoma, ovvero con tassello “FIUME”. I falsari scelsero, evidentemente la strada più facile, utilizzando i vecchi stereotipi.

Nel tipo “giovinetta con bandana e stella” la stella è troppo allungata (Immagini 01, 01a).

Nel tipo “torre civica” il marcapiano, sopra l’orologio, non è  completamente chiuso verticalmente a sinistra. (Immagini 02, 02a, 02b).

Nel tipo “porto di Fiume” la croce presenta una frattura in basso, assai accentuata, rispetto all'originale, mentre le pieghe della bandiera, a destra, sono realizzate con tratti bianchi rozzi e troppo brevi (Immagini 03, 03a, 03b).

Il falso tipo “gruppo della rivoluzione”, presente nei valori da 25 e 45 cent., infine, ha un immancabile punto tra la coda e la veste della giovinetta/o. (Immagini 04, 04a, 04b).

Quet’ultimo è il più pericoloso e desidero mettere in guardia i collezionisti dalle patacche frequentemente in vendita su siti on line.

Ho trovato, infatti, il falso 25 cent.  corredato addirittura di un erroneo certificato fotografico di un perito filatelico (sic!).

E' facilmente riconoscibile, come dicevo, in quanto tra la coda del leone ed il vestito, adiacente a quest'ultimo, vi è un punto bianco, tipico dei falsi.

Il colore è troppo scuro e tende all'indaco.

Si trova normalmente sia dentellato che non dentellato. La dentellatura imita quella 11/2 che, per gli originali è molto rara. Anche ad un esame visivo sommario, non si avvicina alla 10 1/2 che, invece caratterizza il pezzo originale nella quasi totalità dei casi.

Normalmente il falso è senza gomma, nuovo od usato; se usato, ha annulli falsi grigiastri, facilmente riconoscibili.

A volte si trova anche gommato, specie se non dentellato: la gomma, come già ho accennato, è lucida e giallastra; più gialla dell'originale.

Di solito, viene proposto per pochi euro, ma se qualche perito poco preparato lo munisce di un certificato fotografico, come è capitato, può farvi perdere parecchie centinaia di euro.

Quindi attenzione!: certi francobolli vanno sottoposti a periti professionali e di chiara fama. Tra quelli specializzati mi fiderei soltanto dello scrivente Oliviero Emoroso e del croato Ivan Martinas.

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(Immagini 01) tipo“giovinetta con bandana e stella” -  originale.  (01a) particolare del falso.

(Immagini 02) tipo “torre civica” – falso,  (02a) particolare del falso, (02b) particolare dell’originale.

(Immagini 03) tipo “porto di Fiume” – falso, (03a) particolare del falso, (03b) particolare dell’originale.

(Immagini 04) originale, (04a) falso, (04b) particolare del falso.