Navi della R.M. Militare a Fiume durante l'impresa di d'Annunzio 1919 - 1920 (PARTE B)

06/08/2017 Oliviero Emoroso Storia postale

La letteratura sull’argomento esclude, concordemente, di conoscere l’esistenza di corrispondenze con bolli di bordo provenienti dalle navi ribelli. 

Analogamente dicasi per quelle “governative” presenti a Fiume. Giuseppe Marchese, in verità, unico tra gli autori, scrive:“ …omissis… le corrispondenze delle altre navi, come dire ‘regolari’ si riscontrano normalmente”. L’affermazione, tuttavia, pare erronea, se riferita al periodo dannunziano; del resto l’autore non ne fornisce alcuna documentazione.

I marinai spedirono, invece, le proprie comunicazioni tramite la posta civile, così come i numerosi militari presenti in città. E’ noto, infatti che la Posta Militare dannunziana fu una mera finzione giuridica, in quanto nella città circondata dal blocco militare i canali della P.M. non potevano funzionare, tanto meno quelli della Marina Militare.
Non si possono considerare come eccezioni neppure alcune lettere provenienti dal Tenente di Vascello Arrigo Biego, organizzatore della posta militare dannunziana, il quale usava buste intestate del R. Cacciatorpediniere Pilade Bronzetti, presso il cui Comando prestava servizio.
Le corrispondenze, affrancate ed annullate con il bollo crociato della posta militare, sono indirizzate al cav. Biego Costantino a Genova, dove risultano bollate in arrivo oltre tre mesi dopo. E’ da ritenere che siano state trasportate di persona dal Biego, al rientro nella sua città di provenienza, e qui bollate, di favore, al retro. Del Conte Costantino Biego, sappiamo che era di Genova, dove, in via Giustiniani, 17 aveva la Rappresentanza degli Industriali Commerciali (figura 5 e 6).

Recentemente, tuttavia, ho avuto la fortuna di imbattermi in una letterina proveniente dalla
della R.N. Sussidiaria Cortellazzo, a smentire le precedenti certezze. La nave, come si è detto, si collocò di traverso per impedire l’uscita dal porto della Dante Alighieri che avevano avuto l’ordine di salpare dalla città occupata dai Legionari. La lettera, come d’uso per le corrispondenze dei militari, venne comunque inoltrata tramite posta civile (figura 7 e 8).