BREVE STORIA DI FIUME (Parte II – da M. Teresa d’Austria all’occupazione napoleonica)

19/10/2019 Oliviero Emoroso Altri periodi storici

BREVE STORIA DI FIUME
(Parte II – da M. Teresa d’Austria all’occupazione napoleonica)

 

M. Teresa d’Austria mantenne il controllo diretto dei territori la cui città di riferimento era Trieste e di cui facevano parte anche Fiume ed una parte del litorale dalmato per poco meno di 30 anni.

Il 14.2.1776, infatti, sciolse la Provincia Mercantile intendendo incorporare Fiume alla Croazia  e questa al Regno d’Ungheria. Sul piano amministrativo il rappresentante della città avrebbe partecipato al Consiglio Croato – Slavone di Zagabria, anziché quale deputato al Parlamento di Budapest.

Il disagio dei fiumani non rimase nascosto, fatto che ovviamente irritò i Croati. A stemperare la situazione servì il teresiano diploma del 23.4.1779, con cui la città venne incorporata nel Regno d’Ungheria come Corpus Separatum.

A Maria Teresa succedette nel 1780, il figlio Giuseppe II, che suscitò varie speranze illuministiche. Le velleità riformatrici si scontrarono, però, con le difficoltà economiche ed emergenziali derivanti dal pericolo turco.

I rapporti con l’impero ottomano erano pessimi, al pari di quelli tra Russia e Turchia. La situazione già era sfociata in una serie infinita di conflitti. Giuseppe II, alleato della Russia, dovette a sua volta entrare in guerra contro gli ottomani dal 1788 al 1791.

Tutto ciò determinò la chiusura dei confini tra i territori degli Asburgo e l’Impero ottomano e, nonostante alcune vittorie militari, l’Austria non ottenne significativi risultati in termini territoriali, uscendone economicamente prostrata.

Occorre ricordare che i territori dell’Impero ottomano non erano molto lontani da Fiume.  Tra di esso e la città si estendeva la Croazia e la c.d. Croazia militare, di modo che, sin dal XVII secolo in essa aveva sede un Imperiale Regio Uffizio delle Proviande, cui spettava il vettovagliamento delle truppe di confine.

Per un verso, quindi, la città tendeva ad allargarsi ed a crescere in ragione della posizione geografica privilegiata, che ne faceva una tappa delle vie di comunicazione alternative da e per Costantinopoli, a seguito della chiusura dei confini terrestri, ma per altro verso faticava a trarne vantaggio, restando tagliata fuori dai grandi interessi commerciali.

Nel tempo, comunque, le vie di comunicazione, incluse quelle con l’interno e l’Ungheria, miglioravano ed estendevano una rete sempre più fitta ed efficiente. Nel 1800 venne ripristinata anche la principale via di comunicazione con l’oriente, attraverso la stazione confinaria di Semlin, ma in quel momento gli Asburgo si trovarono a dover fronteggiare una tempesta di inaudita violenza: quella napoleonica.

Tra il 1792 ed il 1797 si svolse la c.d. guerra napoleonica contro la prima coalizione. Napoleone era un brillante, giovane generale agli ordini del Direttorio e condusse una campagna d’Italia travolgente. I territori della gloriosa ed antichissima repubblica di Venezia furono invasi dagli austriaci in fuga e dall’esercito francese vittorioso.

I francesi occuparono sia Trieste, ormai una delle città più prospere dell’Impero Asburgico, sia Fiume, dove entrarono il 23.3.1797. Minacciavano da vicino Vienna, quando si giunse ai preliminari di pace di Leoben, sottoscritti il 17.4.1797 con i rappresentanti dell’Imperatore Francesco II.

Il 12 maggio il Maggior Consiglio, si riunì per l’ultima volta, alla presenza del Doge Ludovico Manin, ponendo fine alla gloriosa ed antichissima storia della della Repubblica di Venezia. In città si insediò un Governo Provvisorio.

L’occupazione francese di Fiume durò soltanto sino al 23 maggio, in quanto con il trattato di Campoformio (17.10.1797) a fronte di ampi vantaggi territoriali nel resto d’Italia, Napoleone cedette all’Austria i territori del Veneto, dell’Istria e della Dalmazia oltre a Trieste e Fiume (v. immagine 04)

Il 18 brumaio (9.11) 1799 Napoleone concluse con successo un colpo di Stato contro il Direttorio assumendo il potere assoluto, mentre i possedimenti francesi in Italia, dopo le vittorie sulla seconda coalizione ed il trattato di Luneville e la pace di Amiens (marzo 1802), si estendevano sino all’Adige.

Il 18.5.1804 Napoleone veniva proclamato dal Senato Imperatore dei francesi, ma già nell’agosto 1805 l’Austria, nell’ambito della terza coalizione, riprese la guerra contro i francesi.

Nel corso della guerra, gli eserciti francesi occuparono per un breve periodo e saccheggiarono Trieste, abbandonata l’anno successivo, dopo il pagamento di una grossa somma da parte di Vienna. A dicembre venne occupata anche Fiume, che per essere affrancata comportò il pagamento di una taglia di 121.000 fiorini.

Le vittorie francesi ad Ulma e ad Austerlitz decisero l’esito del conflitto ed in dicembre, con il trattato di Pressburg (26.12.1805), l’odierna Bratislava, la Francia annetteva il Veneto al Regno d’Italia e con esso buona parte dell’Istria e della Dalmazia (v. immagine 05).

Nel 1809 si formava la quinta coalizione antinapoleonica tra Austria e Regno Unito. La guerra ebbe inizio il 10 aprile ed ebbe il suo momento decisivo con la vittoria francese di Wagram.

Fiume venne occupata dall’armata francese della Dalmazia, guidata dal generale Marmont, diretta in Austria. Fu costretta a pagare una tassa di 460.000 fiorini ed alla fornitura di vitto ed alloggio ai soldati francesi.

La pace venne firmata a Schonnbrunn, nei pressi di Vienna il 14.10.1809, dove l’Austria pagò un altissimo prezzo, perdendo ogni accesso al mare. Carinzia, Carniola e Dalmazia, con le città di Trieste e Fiume, formarono le Province Illiriche, annesse direttamente all’Impero francese, rette dal Governatore Marmont, nominato duca di Ragusa.

Il Governatorato ebbe sede a Laibach (Lubiana) mentre a Fiume, cessato l’I.R. Governo Ungarico, si si insediava un Governo Provvisorio. Dall’11 aprile del 1811 l’organizzazione definitiva delle Province Illiriche veniva articolata in sei province, tra cui la Croazia Civile, capoluogo Carlovac, comprendente tre distretti, tra cui quello di Fiume, divenuta, così, sede di distretto (v. immagine 06).

Le conseguenze della guerra furono pesanti per le città portuali dell’alto Adriatico: i mari erano controllati dalla flotta francese e vigeva il blocco delle merci inglesi. I commerci e con essi l’economia erano stagnanti ed anche le idee rivoluzionarie, che avevano viaggiato più rapidamente degli eserciti, deludevano in parte le aspettative.

Con ciò non si può negare l’enorme valore delle nuove idee portato dai francesi e da Napoleone. In particolare, l’unificazione , ancorché di breve durata, di svariati territori in un’unica entità amministrativa, gettò quel germe di italianità nelle terre dell’Adriatico orientale, che parlavano in maggioranza italiano.

Nel 1813 si concretizzò il declino di Napoleone, sconfitto dalla sesta coalizione antifrancese a Lipsia, in quella che fu anche chiamata la battaglia delle Nazioni.

Il 1 luglio 1813, dopo un breve bombardamento navale, circa 600 soldati inglesi occuparono Fiume, mentre la piccola guarnigione francese scappavano sui monti alle spalle della città. Restarono per pochi giorni, sino al 4 luglio, quando rientrò la guarnigione francese.

In agosto l’Austria invase le Province Illiriche;  Fiume venne occupata dal generale austriaco Conte Nugent il 26 agosto e l’arciduca Massimiliano divenne Governatore Generale delle Province Illiriche.

Tra settembre ed inizio novembre tutti i territori illirici ex francesi vennero riannessi all’Impero Austro – Ungarico.
Il notevole lasso di tempo tra la rioccupazione dei territori illirici, a seguito delle sconfitte napoleoniche contro la VI Coalizione e gli accordi di pace, con il trattato di Parigi del 30 maggio 1814, pose le condizioni per un governo provvisorio e la convivenza di sistemi amministrativi vecchi e nuovi.

L’economia, peraltro, versava il condizioni assai gravi. Ad aprile, tuttavia, Trieste e Fiume ebbero nuovamente il porto franco abolito da Napoleone; il 1° agosto cessò il corso della moneta francese ed il 1° novembre  entrò in funzione l’I.R. Governo con sede in Trieste, avente giurisdizione sui Capitanati dell’Istria, di Gorizia e Fiume (circolare 1.10.1814).

Contemporaneamente si formava il Regno Lombardo Veneto (7.4.1815) ed il  Regno d’Illiria comprendente la parte settentrionale dell’ex Illiria francese (1816), con due governi, uno a Klagenfurt per la Carinzia e la Carniola ed uno a Trieste per il goriziano, il litorale e la Croazia civile. La Dalmazia, con Zara, invece, divenne un Governatorato alle dipendenze di Vienna.

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(Immagine II 04) Le terre dell’Adriatico orientale dopo il Trattato di Campoformio

(Immagine II 05) Il Regno d’Italia all’epoca napoleonica, dopo l’annessione di buona parte dell’Istria e della Dalmazia.

(Immagine II 06) L’Impero Francese nel 1811 e le Province Illiriche.